Credo di aver capito quale è la Domanda fondamentale a cui Pensiero Profondo, il calcolatore costruito da una razza di esseri superintelligenti e pandimensionali, ha dato come risposta “42″.
Quanti giorni ha impiegato Ilaria a leggere Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams?
Mi perdonino i fans di Adams, coloro i quali conoscono a memoria ogni paragrafo del libro, ma nemmeno Il Gattopardo era riusciuto a stremarmi così tanto nella lettura.
Mi aspettavo molto da questo libro, per prima cosa di diventare anch’io una fan di Adams e acquistare anche gli altri volumi della serie e poi di girare con l’asciugamano sulla spalla un giorno l’anno. Amo i libri di fantasia, quelli ironici e assurdi, adoro Pennac e Benni, ma questo proprio non mi è piaciuto, come è possibile?
Non starò scervellarmi altri 42 giorni per trovare una risposta, preferisco godermi la lettura di un nuovo libro, scelto secondo l’infallibile equazione copertina che ti piace = libro che ti piacerà. Il libro in questione è MALAVITA di Tonino Benacquista ed. Ponte delle Grazie di cui riporto alcune righe che mi hanno colpito:
“I gomiti posati ai lati della sua Brother 900, il mento sulle dita intrecciate, Fred si’interrogava sui misteri del punto e virgola. Il punto, d’accordo; la virgola, d’accordo, ma il punto e virgola? Come poteva, una frase, concludersi e proseguire al tempo stesso? Qualcosa bloccava in lui mentalmente la rappresentazione di una fine continuata, o di una continuità interrotta, o il contrario, o qualcosa tra le due… vattelapesca”
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