Oggi dopo pranzo, complice una bella giornata di sole e una brezza finalmente primaverile, mi sono dedicata alla raccolta delle erbette di campo, tradizione familiare che ormai porto avanti da sola come il presepe e l’albero di natale.
Parlandone in ufficio mi sono resa conto che per molti questa è un’attività sconosciuta, come lo sono le buonissime erbette che si possono trovare in questo periodo.
Da aspirante Anna Moroni quale sono, prediligo gli strigoli (in Veneto carletti) e gli asparagi selvatici (bruscandoli) perché si prestano alla realizzazione di risotti veloci e saporitissimi.
E’ indescrivibile la sensazione di pace e tranquillità che si prova stando immersi nel verde, concentrati a scorgere quella particolare erba fra tante che si assomigliano, spostare la gatta addormentata sul mucchietto più bello, pulire con pazienza il germoglio appena colto, tirar fuori la gatta dal sacchetto che serve per la raccolta e guardare le viole e i denti di leone mossi dal vento.
Oddio, lo sapevo che non dovevo iniziare a leggere L’anno della lepre. Mi riproponevo da anni di leggerlo, ma rimandavo sempre l’acquisto, preferendo orientarmi su altri titoli meno “pericolosi”. Ho sbagliato, avrei dovuto leggerlo a ventanni quando ancora non conoscevo il mondo del lavoro e fremevo per entrarci e non ora che passati i trenta fremo per uscirne. Mi salva da commettere la stessa pazzia di Vatanen il fatto che qui non siamo in Finlandia con foreste dove perdersi e che i miei gatti non mi seguirebbero mai buoni in un cestino.
Risotto carletti e speck
Almeno per il momento…
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1 risposta
1 Emilio // apr 8, 2008 at 12:04 pm
Salve !! Una precisazione: i “bruscandoli” NON sono gli “asparagi selvatici” (che sono più bassi e più sottili), ma i germogli del LUPPOLO, che hanno un fusticino più carnoso (e che, appena si spezza, butta fuori qualche goccia di un “succo” che macchia in maniera terribile!). Bye Byer !!!
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