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Storia del fumetto

22 Aprile , 2007 · 8 commenti

Yellow_kid

Il fumetto
Sfogliando una qualsiasi enciclopedia e soffermandosi alla voce fumetto si potrà leggere una definizione non lontana da questa: “Narrazione costituita da immagini in sequenza, disposte su strisce orizzontali divise in riquadri o vignette. Le parole che escono dalla bocca di chi parla vengono inserite in piccoli riquadri o nuvolette (ballons). I suoni vengono rappresentati visivamente attraverso onomatopee, mentre alcuni simboli grafici esprimono altri elementi narrativi come ad esempio il movimento. Il linguaggio del fumetto attua una comunicazione basata su vari elementi: l’immagine disegnata, il colore, le parole scritte, la sequenza delle scene.”.

Ma prima di assumere la configurazione che viene descritta da questa definizione che cosa era il fumetto? Da cosa sì è evoluto? Bisogna risalire alla sue origini per scoprirlo.

Le origini
Il fumetto è un mezzo di comunicazione di massa e le sue origini devono essere ricondotte alla storia della stampa, del vignettismo e della caricatura. In Germania sul finire del Quattrocento si diffondono xilografie su argomenti religiosi, morali e politici, che grazie alla stampa a caratteri mobili si evolvono ben presto in illustrazioni su manifesti e stampe popolari. In Inghilterra, intorno al 1682, Francis Barlow usa balloons a forma di bandiera o di cartiglio nei suoi fogli propagandistici sullo Spaventoso complotto infernale papista.

La tecnica delle illustrazioni con ballons viene perfezionata sempre in Inghilterra da James Gillray prima e da Thomas Rowlandson poi, che nel 1809 inventa il Dottor Syntax, personaggio il cui successo determina il diffondersi di vari oggetti a lui dedicati, dando vita ad un vero e proprio merchandising.

Se il termine italiano fumetto facilmente si spiega, il termine statunitense comic si giustifica per il fatto che per ben oltre 20 anni si sviluppa essenzialmente su questo filone.

Nel 1895 fa la sua comparsa sul supplemento domenicale del New York World un buffo ragazzino calvo, con le orecchie a sventola, che indossa una camicia da notte gialla: il suo nome è Yellow Kid ed è considerato dalla maggior parte degli storici come l’antenato del fumetto.

Di recente però questa tesi è stata confutata da Alfredo Castelli, creatore di Martin Mystère, che è entrato in possesso di un albo a fumetti, intitolato Obadiah Oldbuck, pubblicato negli Stati Uniti nel 1842 e che anticipa così la data di nascita del fumetto di oltre 50 anni. Ma anche se il monello dalle orecchie a sventola non può più essere considerato il papà delle strisce disegnate, continua a buon diritto ad essere quello che lo ha fatto diventare un fenomeno di massa.
Duranti i primi del Novecento le strips domenicali hanno rappresentato un mezzo di intrattenimento economico per le masse e un semplice strumento di apprendimento della lingua per gli immigrati. Quando Max Gaines nel 1933 inventa il comic book, l’albo a fumetti come lo conosciamo oggi, il fumetto conquista la sua autonomia dai giornali e nascono testate esclusivamente dedicate ai fumetti. Il genere comico viene presto soppiantato nelle preferenze dei lettori dal genere avventuroso, disegnato con uno stile realistico. Non a torto il fumetto americano viene associato al genere supereroistico, a partire dagli anni Quaranta, gli anni d’oro dei supereroi, nascono Superman, Batman, Flash Gordon e altri quattrocento personaggi in costume e calzamaglia che tengono con il fiato sospeso milioni di lettori con le loro avventure: supereroi impegnati contro tedeschi e giapponesi durante la seconda guerra mondiale, supereroi con superproblemi negli anni Settanta, supereroi che affrontano i mali della società negli anni Novanta, supereroi costretti a realizzare la propria impotenza di fronte alla tragedia del 11 settembre 2001.

In Italia
I fumetti arrivano in Italia il 27 dicembre del 1908, con l’uscita del “Corriere dei Piccoli”, supplemento del “Corriere della Sera” destinato ai bambini e contenente personaggi statunitensi che ben presto vengono affiancati da personaggi interamente made in Italy: il Signor Bonaventura di Sto (Sergio Tofano) o il Sor Pampurio di Bisi. Il genere avventuroso si afferma negli anni Trenta con vendite incredibili, che superano le centinaia di migliaia di copie nel caso de “L’Avventuroso” della Nerbini.

Nel 1937 nasce “Il Vittorioso”, settimanale cattolico, che vede esercitarsi sulle sue pagine talenti come Jacovitti, Craveri e Caprioli.
La testata “Topolino”, edita da Nerbini prima, ma passata poi nel 1935 alla Mondadori e infine alla Walt Disney Italia, ripropone i personaggi della Walt Disney che a partire dagli anni Cinquanta vengono direttamente scritti e disegnati da italiani con grandissimo successo, tanto che oggi il 70% della produzione mondiale di fumetti disneyani è di origine italiana.

Non si può parlare di fumetto italiano senza citare Tex Willer, il cowboy amico degli indiani nato dalla fantasia di Gianluigi Bonelli nel 1948, che dal 1958 abbandona la formula della striscia per quella dell’albo di dimensioni 16×20, formato oggi chiamato “bonelliano”. Ma il fumetto non è solo avventura nel west o comicità, è anche crimine e freddezza con Diabolik delle sorelle Giusani, vero e proprio fenomeno di costume nel periodo del boom economico.

L’uscita nel 1971 della Ballata del mare salato di Hugo Pratt segna un passaggio fondamentale nel modo di intendere il fumetto, non più il fumetto come media per raccontare ad immagini un fumetto (basti ricordare i romanzi di Salgari sul Vittorioso), ma il è fumetto si fa romanzo.

Dopo la crisi di idee che ha colpito il settore verso la fine degli anni Ottanta, il fumetto sembra ora aver ritrovato nuove energie e vivere una seconda giovinezza con nuovi autori e nuovi personaggi che sono entrati nel cuore dei lettori: Magico Vento, Brendon, I Tre allegri ragazzi morti, Ratman, Witch.

Nel 2006 questi sono i periodici che hanno venduto di più (fonte: Accertamenti Diffusione Stampa): Topolino - Il Giornalino - Bambi - Cip & Ciop - Classici di Walt Disney - Winnie the pooh - Witch.

I manga
Manga, così viene chiamato il fumetto nel paese del sol levante e il termine è composto da due ideogrammi: “man” che sigifica umorista e “ga” che significa immagine.

Il fumetto giapponese, dopo una prima apparizione sul Corriere dei Piccoli con le storie Candy Candy, arriva in Italia nel 1989 grazie a Glenàt che pubblica il capolavoro di Otomo, Akira.

Curiosità
Un albo della prima edizione di Action Comics (giugno 1938) è stato venduto all’asta per 100.000 $ nel 1997. In questo albo faceva la sua prima apparizione l’uomo più veloce della luce, Superman.

Il fumetto messicano Pepín, il cui primo numero è stato pubblicato il 4 marzo del 1936, detiene il record di uscite con ben 7.561 albi.

Le strips di Garfield, personaggio creato da Jim Davis, vengono pubblicate in 2.570 giornali di tutto il mondo e sono lette da 236 milioni di persone di 111 differenti paesi. Fino al 2001 il record era detenuto dai Peanuts pubblicati su 2.620 giornali in 75 paesi, tradotti in 26 lingue e con 355 milioni di affezionati lettori.

Bibliografia
La nuvola parlante - Arnaldo Della Bruna, Elena Bergadano - Edizioni Paoline, 1982
I classici del fumetto di Repubblica - 2003
http://www.guinnessworldrecords.com
http://www.fumetti.org

Tags: Dizionario onomatopee

8 risposte

  • 1 simona // Giu 11, 2007 at 4:23 pm

    wow questa ricerca mi ha aiutata negli esami!!!grazie mille!

  • 2 Janfe // Giu 11, 2007 at 8:45 pm

    Preg0 :)

  • 3 Mariella // Set 6, 2007 at 4:16 pm

    Help me!!!!!
    Ho bisogno di aiuto per ilmio lavoro di tesi.
    Analizzo la figura della donna nei fumetti ed in part. nei fumetti di M.Manara.
    Ciò che mi preoccupa maggiormente è l’analisi sociosemiotica del fumetto che sto affrontando!
    Ogni indicazione sarà utile, grazie!

  • 4 kevin // Ott 22, 2007 at 5:02 pm

    Thank you very much you’re gret beacuse you helped me for my reseach

  • 5 Scuola di Arti Espressive // Gen 4, 2008 at 4:44 pm

    Ciao,
    volevamo segnalare a tutti gli appassionati che la nostra Scuola di Arti Espressive sta per dare inizio ad un corso di storia del fumetto (inizio il 25 e 26 gennaio)
    Contattateci a scuoladiartiespressive@gmail.com
    per qualsiasi informazione!
    A presto!

  • 6 Scuola di Arti Espressive // Gen 4, 2008 at 4:44 pm

    Scusate, dimenticavamo di dire che il corso si terrà a Seregno (MI)

  • 7 Giorgio // Giu 11, 2008 at 2:55 pm

    dal mio website gradirei un parere spietato sulle mie possibilità di illustratore. grazie

  • 8 mau // Mag 28, 2009 at 2:40 pm

    grz x questo sito. mi avete aiutato con la tesina di 3 media .
    speriamo che servan a qualcosa.
    ancora un grz 1000
    ciauuuuuuuuuu!!!!!!!

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